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PERCHE' UN NUOVO SISTEMA DI COMBUSTIONE
La rapida evoluzione dei sistemi di cottura nella produzione ceramica, prima con forni a tunnel muffolati o semimuffolati ed ora con forni a rulli a “fiamma libera”, ha impedito, ai costruttori di forni, l’adeguamento del processo di combustione.
La concorrenza spietata con la quale hanno dovuto
cimentarsi negli ultimi anni li ha costretti a studiare soluzioni
tecniche che avessero come obiettivo il contenimento dei costi piuttosto
che impegnarsi in difficili ed onerose ricerche per migliorare il sistema
di combustione.
RISULTATO : Oggi i forni a rulli, bellissimi nella forma, adeguatamente isolati e meccanicamente ben concepiti, porgono il fianco alla critica per quanto attiene la combustione.
A generare il problema maggiore è stato, senza
ombra di dubbio, il fatto che il bruciatore che prima si limitava
a riscaldare una muffola, la quale, per irraggiamento, provvedeva
a trasmettere il calore al prodotto, oggi, allo stesso bruciatore,
viene richiesto di trasmettere il calore direttamente al prodotto
( “Fiamma Libera” ), senza intermediari di sorta
in grado di limitare i danni causati da una eventuale imperfetta
combustione.
La costruzione di un bruciatore per la combustione di gas naturale o altri aeriformi è, di per sè, relativamente facile; ciò che rende tutto più difficile è la “Combustione Applicata” ovvero l’utilizzo del bruciatore ad un sistema per la produzione di un materiale che, via via, assume difficoltà diverse in funzione del tipo di tecnologia utilizzata, vedi :
- MONOCOTTURA (pavimento)
- MONOPOROSA (rivestimento)
- BICOTTURA TRADIZIONALE
- BIRAPIDA
o di impasti diversi, vedi ;
- MACINATO A SECCO
- ATOMIZZATO BIANCO
- ATOMIZZATO ROSSO
- PORCELLANATO
- ESTRUSO

La tendenza generale è di costruire un bruciatore che al banco prova garantisca un funzionamento stabile, entro una certa portata di gas e aria, utilizzandolo poi su di un forno a rulli qualunque sia la tipologia e/o la produttività richiesta.
Si deve considerare attentamente il fatto che, come precedentemente detto, i forni a rulli sono a fiamma libera quindi ad “immissione diretta dei gas di scarico in laboratorio” e che durante il processo di cottura avvengono reazioni diverse a seconda della :
a) Qualità di impasto (Bianco, rosso, macinato
a secco o ad umido)
b) Tipologia (Monocottura, bicottura etc.)
Questa tendenza è non solo riduttiva sulla valutazione di ciò che si intende per “Buon Bruciatore” ma oltremodo negativa ai fini di ottenere il massimo di :
a) Qualità
b) Quantità
c) Risparmio Energetico
L’utilizzazione, pertanto, di un solo tipo di bruciatore
per qualsiasi forno è decisamente da scartare.
Allo scopo di meglio porre in evidenza le ragioni di
questa nostra affermazione si invita il lettore a prendere in esame
le Monocotture.
Questi prodotti, siano essi in impasto bianco, rosso,
macinati a secco o ad umido, durante la “fase preliminare” di cottura,
pongono nei diversi momenti del processo, diverse difficoltà.
Per fase preliminare si intende quella compresa tra 20 ° C a 650 ° C
dove occorre tenere presente che il prodotto, in entrata forno, è a temperatura ambiente e contiene :
1) “Acqua Libera” variabile tra 1 ¸
1,5 % -
2) “Acqua di Costituzione”

e poiché si intende procedere con la massima produttività, il tempo disponibile per riscaldare il prodotto da 20°C a 650°C, che consente l’eliminazione delle “Acque” presenti, deve essere contenuto al minimo.
L’esperienza odierna ci conferma la necessità di intervenire nel processo di cottura, introducendo una nuova grandezza e cioè il “TRANSIT TIME” , ovvero, come dice la parola stessa, il tempo di permanenza.
Per la cottura di prodotti Ceramici in Monocottura, aventi spessori massimi di 9 mm, e formato 400x400 mm abbiamo potuto stabilire che il tempo di transito minimo viene così diviso :
a) Preriscaldo : 12 ¸ 15’
b) Cottura : 5 ¸
6’ ( 10’ per il porcellanato)
Prendendo in esame il Preriscaldo, si suggerisce la divisione dello stesso in due fasi importantissime ovvero :
Fase 1 - Eliminazione Acqua Libera e di costituzione
Fase 2 - Eliminazione dei composti organici
FASE 1
ELIMINAZIONE ACQUA LIBERA
La variabile “tempo” assume grandissima importanza quando si pone a confronto la rapidità con la quale certi processi devono avvenire e la velocità di avanzamento dei pezzi dentro al forno.
Per meglio comprendere, si deve tenere presente che nei
forni a rulli attuali, in questa prima fase, si utilizza il principio
di “CONVEZIONE” per trasmettere il calore latente, presente nell’aria calda
proveniente dalla cottura e dai bruciatori, al prodotto introdotto in forno.
La lentezza di questo sistema è tale per cui per
portare il pezzo a 120°C ed eliminare l’acqua libera, occorrono
almeno 12’ a temperatura dell’aria intorno ai 250°C .
Poichè la velocità media di avanzamento
del prodotto in un forno di 80 m è di circa 2 m/1’, occorrerebbero
almeno 24 m di macchina per ottenere questa prima evaporazione e
quindi, per ovviare questo inconveniente, si cerca di utilizzare
una temperatura di oltre 500°C già nei primi 6 m
di forno.
Il risultato sarebbe accettabile, se non fosse per l’acqua di costituzione la quale, interagendo con violenza a quelle temperature, provoca microfratture e tagli sui bordi delle piastrelle e molto spesso esplosione del materiale stesso, dovuti alla velocità di uscita del vapore generato da questo tipo di acqua.
Onde evitare questi problemi risulta che non vi è altro rimedio che ridurre la velocità di avanzamento e quindi perdere produttività.
Per eliminare totalmente i problemi degli scoppi di materiale
e delle fratture sui bordi Te.co.ma. srl ha ideato il
“ SISTEMA RADIANTE”, utilizzante bruciatori “Automax”, che garantisce
il riscaldamento controllato del materiale e della relativa acqua contenuta
senza dover rallentare il ciclo.
Per maggior chiarezza si rimanda alla nostra relazione :
NUOVA TECNOLOGIA PER LA PRODUZIONE DI PIASTRELLE IN MONOCOTTURA
Una volta eliminata l’acqua libera che, come dimostrato
nella relazione di cui sopra, avviene in 3’ (6 m di forno) senza
danno al prodotto, dovremo procedere velocemente ad eliminare l’acqua di
costituzione che, come noto, avviene intorno ai 650° C.
Questo avviene in ulteriori 6’ utilizzando in zona una
serie di bruciatori in grado di fornire calore a bassa temperatura
300 ¸ 700 °C , senza fiamma fuori cono, del tipo
PULSAR o ASTERIX in funzione della quantità prodotta in Kg/ora.
Una volta elevata la temperatura del pezzo a 300°C,
tempo 6’ (12 m di forno), la salita del processo di cottura può
avvenire senza danni e con gradienti elevatissimi, in molti casi
anche sino a 225 °C/minuto.
FASE 2
ELIMINAZIONE COMPOSTI ORGANICI
In un tempo totale di 9’ (18 m di forno) avremo raggiunto la temperatura di 650 ¸ 700 °C eliminando completamente l’acqua di costituzione.
Si giunge così alla temperatura di 800°C dove
inizia la ossidazione delle materie organiche e quindi l’eliminazione del
cuore nero.
In questa fase vengono utilizzati dei bruciatori ASTERIX
o PULSAR, capaci di lavorare con quantità di aria sino a
200 Mc/ora, in grado di fornire l’ossigeno per l’ossidazione
completa e rapida degli organici presenti.
Al contrario tutti i bruciatori normalmente installati dai costruttori di forni non consentono l’immissione di una adeguata quantità di aria e quindi di ossigeno indispensabile per una completa ossidazione degli organici.
Raggiunta la cottura, con questo sistema, avremo fornito al prodotto 80% del calore necessario per la totale trasformazione dei Silico-Alluminati.
A questo punto il problema è far si che, in presenza di forni a larga sezione ( 5 pezzi da 400x400 o 6 pezzi da 330 x 330 ), il calibro sull’intera sezione utile non si differenzi oltre i 3/10 di millimetro.
Allo scopo vengono installati bruciatori denominati di “Calibratura” capaci di evitare l’elevato ritiro delle piastrelle centrali e far ritirare adeguatamente le due laterali, ottenendo così 1 solo calibro su tutta la sezione.
L’allineamento dei bruciatori sulle pareti laterali viene eseguito a mezzo di un Computer tascabile, ideato da TE.CO.MA., il quale consente di individuare :
1) quantità di gas in Nmc/ora per bruciatore
2) Quantità di aria in Nmc/ora
3) Temperatura dei gas di scarico
Se desiderate ricevere la Monografia “BURNER TESTER” TE.CO.MA. scriveteci
Sono quindi 4 i tipi di bruciatori necessari per realizzare gli obiettivi che un forno moderno e tecnologicamente avanzato deve raggiungere :
Qualità , Quantità, Risparmio Energetico.
I quattro tipi di bruciatori sono in realtà tutti
uguali esteriormente e fatta eccezione per il tipo AUTOMAX, non sono
praticamente distinguibili.
Ogni bruciatore è dotato di sistema di accensione
e controllo fiamma, elettrovalvola di sicurezza per gas, tutto secondo
la normativa CEE e forniti con documentazione e marchio CE.