Il FLYING DISC è una macchina in grado di trattare sino a 5 m3/h di soluzione o sospensione, avente una umidità iniziale massima del 80%. Pertanto può evaporare sino a 4.000 l/h di H2O. La macchina fa uso di n. 5 GATEDRYER®, distribuiti sulla circonferenza della camera di essiccazione posti a 72° l'uno dall'altro. Il diametro interno della camera è di 4.000 mm.
L'esecuzione è in acciaio inox AISI 304.
Sulla superficie laterale della camera troviamo inoltre una porta di accesso all'interno e due oblò per il controllo interno, e due per l'illuminazione.
Una scaletta di accesso porta ad un pianale di camminamento alto 1.350 mm, sul quale, l'operatore di servizio alla macchina, può raggiungere tutti i GATEs in funzione per il loro controllo.
Nella parte alta del soffitto, viene ricavata l'uscita dei gas di scarico connessa al gruppo cicloni di depolverizzazione.
Nella parte inferiore, dove si raccoglie il prodotto polveroso generato dalla macchina, ruotano degli aspi per far si che il prodotto si raccolga al centro del piano inclinato dove è ricavata la bocca di scarico del prodotto.
La polvere residua rimasta nell'aria esausta, viene parzialmente recuperata dal gruppo cicloni e scaricata nella coclea che trasporta il prodotto proveniente dalla camera, ciò allo scopo di avere un solo punto di scarico.
La rimanente, viene abbattuta a mezzo la torre di lavaggio posta a valle del gruppo cicloni.

L'enorme vantaggio rappresentato da questa macchina rispetto agli atomizzatori tradizionali (specialmente in presenza di prodotti organici termolabili), non è solo la possibilità di installarlo in un capannone esistente di altezza limitata, (limitando gli investimenti, che a volte superano il costo dell'impianto stesso); ma bensì il fatto che è la sola macchina con tecnologia a spruzzo, in grado di separare l'aria esausta dal prodotto, mantenendo una temperatura interna tale da impedire la termodemolizione del prodotto trattato.
Infatti la separazione del "vapore-aria esausta" dal prodotto è pressochè istantanea, ed eliminando la prima dal soffitto si evita il surriscaldamento delle pareti della torre e si riduce drasticamente il tempo di contatto con il prodotto secco lasciando inalterate le qualità reologiche di quest'ultimo. Il tempo di contatto rimane dunque di qualche micro-secondo, a temperature nell'ordine dei 230÷250°C come avviene in un normalissimo GATEDRYER® ma con produzioni 5 volte più alte.
Si tenga presente che nei normali Spray-dryer, l'aria ed il prodotto (termolabile) sono in equicorrente.

QUANDO IN PRESENZA DI SOLUZIONI ORGANICHE

Si utilizza un generatore d'aria calda del tipo verticale a combustione diretta o indiretta a seconda delle necessità.
Il diffusore, nella parte a contatto con il prodotto, viene raffreddato ad acqua, onde mantenere una temperatura della parete di contatto, a valori non superiori a quelli di degrado termico.
Nella tubazione di scarico, troviamo un sensore il quale ha lo scopo di fornire importanti informazioni sulla temperatura dell'acqua di raffreddamento.
La TE.CO.MA. è in grado di fornire dati sul consumo di H2O in funzione della temperatura e della quantità di calore fornita ogni ora al sistema.

QUANDO IN PRESENZA DI SOSPENSIONI INORGANICHE

Si utilizza un GATE a bruciatori MD100 - MD200 come per un normale GATEDRYER®.
Il diffusore ha il cono rovesciato e non è raffreddato.

Il quadro di potenza dei vari gruppi è unico e posto a terra, mentre accanto ad ogni GATE troviamo il controllo della parte software. Una unica pompa posta a terra, alimenta una tubazione di 3" che ruota attorno alla torre e fornisce, attraverso un bocchettone da ½", la quantità di prodotto che serve ad ogni GATE via una pompa di alimentazione a doppio corpo (o peristaltica) ad aria compressa.
Una tubazione per l'aria compressa posta accanto a quella di alimentazione prodotto, consente di alimentare sia le pompe sia le pistole di nebulizzazione.

Ogni GATE ha un consumo pari a 350 Nl/1' per ugello di spruzzatura a 6 Bar.
La pistola è a 6 ugelli su ogni GATE.
Ogni GATE è indipendente dall'altro, ed ognuno è equipaggiato con una termocoppia di controllo autoregolante la temperatura dell'aria calda al GATE stesso agendo sulla centralina di comando del combustibile. A mezzo il selettore a 5 posizioni descritto in precedenza, è possibile alimentare elettricamente il GATE che si desidera mettere in funzione.

Qualora, durante il funzionamento dei 5 GATE, uno di essi dovesse andare in allarme e fermarsi, automaticamente il ventilatore di aspirazione principale (sia quello a valle dei cicloni che quello a valle della torre di lavaggio), si porterà in posizione di aspirazione per 4 GATE. Infatti, in fase di partenza, quando si passa da 1 a 2 sul selettore a 5 posizioni, per dare corrente al secondo GATE, automaticamente i due ventilatori, aprono l'aspirazione per due gruppi.